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Dall'idea alla realtà

La testimonianza di Paola

“Prendo la pillola, quindi non corro il rischio di prendere l’infezione da HIV né altre malattie infettive sessualmente trasmesse”.

“Ma è vero che le zanzare possono trasmettere l’HIV?”

“Nel rapporto passivo sono molto più a rischio? Davvero?”

“La PreP… mai sentita nominare!”

“Per infettarsi basta bere dallo stesso bicchiere…”

“Ma la malattia oggi si può trattare?”

Quando sento queste affermazioni mi rendo conto che oltre 40 anni di studi dalla scoperta del virus HIV nel 1982 non sono serviti a diffondere concetti di base. C’è ancora un’enorme carenza di informazioni, tante convinzioni sbagliate, e il mio compito all’interno dell’Associazione è proprio quello di contribuire a diffondere maggiori conoscenze e maggiore consapevolezza.

Ho lavorato 25 anni in Virologia e poi altri 15 in Laboratorio, sono un medico in pensione dal 2019, anno in cui mi sono ritrovata con tantissimo tempo libero, molte competenze nell’ambito del counselling HIV e la volontà di impegnarmi in qualcosa di utile. Seguendo la stampa locale ho letto di una campagna che le Opere Caritative Francescane stavano portando avanti per la firma della convenzione di Parigi, nell’ottica delle Fast Track Cities, e così sono diventata volontaria. Portiamo avanti tantissime attività, tra le quali il counselling durante i test rapidi HIV, HCV, Sifilide all’interno del Check Point di Ancona.

Quello del testing è, infatti, un momento importante per coprire i buchi d’informazione che sono davvero tanti e riguardano: le modalità di trasmissione, il periodo finestra fra il rischio e la positivizzazione del test, il riconoscimento dei sintomi, la cadenza dei controlli da effettuare in caso di rischio. Ed è anche per questo che oggi abbiamo diagnosi sempre più tardive. Più del 70% delle persone che accede al test non sa nemmeno cosa è la PrEP (profilassi pre-esposizione, ndr). Come è possibile? Se ne è parlato in tutti i modi, anche al pride. Ma non solo. Non si conoscono le possibilità preventive terapeutiche (oltre alla PrEP): Profilassi post esposizione (PEP), terapia come prevenzione (TasP) e il concetto di U=U. In più della metà dei casi, inoltre, osserviamo la mancanza di percezione del rischio rappresentato dal mancato uso del condom. È come se ogni volta raccontassimo cose sconosciute.

Al contrario i progressi fatti sono enormi: dalle diagnosi precoci, con il test combinato di quarta generazione per HIV che rileva al tempo stesso antigene e anticorpo a 15-30 giorni da un eventuale contagio, alle terapie… siamo passati da 25 pillole a una sola, al long acting, e ancora ci chiedono se la malattia si può trattare.

La mancanza di informazione, oggi, è il problema principale secondo me. Bisogna continuare a lavorare su questo, diffondendo informazioni basate sulle evidenze.

Paola

 

Progetto Vincitore

Ricercatore principale: L. Saracini

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